martedì 3 marzo 2015

Pappardelle salsiccia, robiola e zafferano:

pasta, pappardelle, zafferano, salsicciaIl fatto di potermene stare ancora confortevolmente dentro ampi maglioni che nascondono la ciccia, mi fa procrastinare il momento in cui dovrò decidermi a dare un taglio agli strappi alla regola, ormai diventati La Regola, e tornare ad un regime alimentare che non preveda 3000 calorie a pasto. Ma fino ad allora continuerò ad indulgere in piatti ricchi, un po' calorici, molto gratificanti e a rifugiarmi nei miei maglioni: la prova costume è molto lontana e poi preferisco la montagna.

Ingredienti:

250 g di pappardelle all'uovo
200 g di salsiccia fresca toscana
100 g di robiola
3 scalogni
1 g di zafferano
un pizzico di peperoncino in polvere
olio e.v.o.
erba cipollina
ricotta salata secca

In una padella piuttosto ampia fate soffriggere gli scalogni a piccoli dadini in una “c” d'olio e un cucchiaio d'acqua. Quando lo scalogno sarà translucido aggiungete la salsiccia sgranata finemente. Non cuocetela troppo altrimenti diverrà troppo tenace. Togliete la padella dal fuoco.
In una ciotola amalgamate bene robiola, zafferano e peperoncino e aggiungeteli alla salsiccia. Nel frattempo mettete a cuocere in abbondante acqua salata le pappardelle, scolatele al dente e tenete da parte un po' d'acqua di cottura. Ripassate velocemente la pasta in padella col sugo allungandola con l'acqua. Servite con erba cipollina sminuzzata e una manciata di ricotta secca grattugiata. Buona ciccia a tutti.

venerdì 20 febbraio 2015

Lasagne al radicchio

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Se potessimo avere una macchina del tempo e capitare in un giorno qualunque nell'arco temporale che va dal 1981 al 1989 e fare una scommessa su cosa avrei risposto alla domanda “Immagina di poter mangiare per sempre solo una cosa, cosa mangeresti?”, la vincerei dicendovi che avrei risposto “LASAGNE!”. Mi pareva l'unico piatto possibile per fare da pilastro ad una dieta monotematica. Le mie preferite erano quelle della zia Carlottina che navigavano leggere in un mare di ragù e besciamella, con la crosticina croccante sui bordi e un centro morbido, strabordante di bontà.
Le sue erano e resteranno insuperabili, queste che vi propongo non sono quelle classiche al ragù, tuttavia spero sapranno darvi soddisfazione.

Ingredienti:

per la béchamel:

70 g di burro
70 g di farina 0
1 l di latte
un pizzico di sale
un pizzico di pepe
noce moscata

250 g di lasagne fresche
200g di gorgonzola dolce
80 g di parmigiano grattugiato
80 g pinoli
1 radicchio rosso trevigiano precoce
1 piccola cipolla bianca
Olio extra vergine d'oliva
Sale, pepe

Lavate e tagliate il radicchio a striscioline eliminando la parte più tenace della costola, tenetene qualche strisciolina da parte per decorare la porzione al momento di servire. Tritate finemente la cipolla e soffriggetela in un paio di cucchiai d'olio evo. Quando la cipolla sarà appassita aggiungete il radicchio e copritelo con un coperchio in modo da stufarlo. Dopo qualche minuto aggiungete sale e pepe. Continuate a farlo cuocere coperto per circa 10 minuti girandolo spesso per ottenere una cottura omogenea. In una padella antiaderente tostate i pinoli, lasciatene qualcuno da parte per decorare.
Preparate la béchamel (il procedimento lo trovate qui), a preparazione quasi ultimata aggiungete il gorgonzola a pezzetti, 60 g di parmigiano e girate finché tutto sarà ben amalgamato. Mettete sul fondo di una teglia uno strato di salsa béchamel al gorgonzola poi il primo strato di lasagne. Ricoprite le lasagne con un abbondante strato di salsa, di radicchio stufato e una manciata di pinoli fino ad esaurire gli ingredienti. Sull'ultimo strato mettete pochissimo radicchio, la besciamella, i pinoli e il restante parmigiano.
Mettete nel forno a 180° per circa 25 minuti. Sfornate, lasciate leggermente intiepidire e servite decorando con una manciata di radicchio fresco e qualche pinolo. Buon appetito!

sabato 7 febbraio 2015

Latte alla portoghese o l'arte di saper aspettare

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 La verità è che vorrei avere molta pazienza nel fare le cose, ma ne ho ben poca. Spesso cerco di applicarmici con un piglio zen, ma raramente riesco in questo intento. Mi piace vedere un risultato subito: è per questo che non sono mai riuscita a farmi allungare granché i capelli, la palestra la frequento i primi due mesi, le diete neppure le comincio e il mio smalto è sempre graffiato. Per alcune rare cose invece riesco ad aspettare, la cucina è una di queste: so bene, grazie alla pazienza di mia nonna, che per fare un piatto come si deve occorre il suo tempo. Il latte alla portoghese tuttavia mi mette a dura prova poiché ha tempi assai lunghi e soprattutto è uno dei miei dolci preferiti, così finisce che metto tutta la pazienza nella preparazione, ma non so mai aspettare il momento giusto per mangiarlo: sformo sempre il primo budino traballante e tiepidino, ancora incerto sulla sua base molle e me lo mangio alla velocità della luce. Voi, che sarete senz'altro più pazienti di me, sformatelo invece ben freddo, dopo averlo tenuto in frigo qualche ora.

Ingredienti:

1 l di latte fresco intero
150g di zucchero
65g tuorli d'uovo
1/2 baccello di vaniglia
2 cucchiai di acqua
Mettete il latte sul fuoco con la stecca di vaniglia e 100g di zucchero. Fatelo sobollire dolcemente fino a quando non sarà ridotto della metà ed avrà assunto un leggero color nocciola. Lasciatelo stiepidire.
Preparate il caramello con il restante zucchero e due cucchiai d'acqua. Regolate la cottura del caramello in base alle vostre preferenze, a me piace piuttosto amaro, per cui lo lascio scurire abbastanza. Distribuite il caramello sul fondo dei vostri stampini (o anche di un unico stampo intero).
Filtrate il latte a cui amalgamerete i tuorli con una frusta. Versate il composto in ciascuno stampo e mettete a cuocere in forno a bagnomaria a 160°C per circa 50 minuti. Aumentate il tempo di cottura di circa mezz'ora se utilizzate un unico stampo.

lunedì 19 gennaio 2015

Sempre e solo smalto rosso

knit-pochette-diy-manicure






























Penso di avere un problema con lo smalto per unghie. Penso di avere un serio problema con lo smalto per unghie, nel senso che più volte nella mia vita persone molto care mi hanno detto: "Credo di non averti mai vista senza le unghie laccate" oppure "Ormai penso che il colore naturale delle tue unghie sia rosso". Ho capito di avere un problema molto serio con lo smalto per unghie quando, riordinando tutte le mie bottigliette (e già qui qualche indizio salta all'occhio), mi sono resa conto che le stavo allineando secondo le varie sfumature di rosso, dal rouge-noir (e le più esperte hanno già capito cosa intendo) fino alle tonalità che tendono al rosa. 
Il vero e più grande problema è che io ho iniziato a laccare le unghie quando, adolescente degli anni '90, riuscivo a trovare colori folli solo andando a farne incetta a Londra, perchè lo smalto nero si trovava unicamente a carnevale in quanto parte del trucco per i travestimenti da strega. Con gli anni ho trovato nelle tonalità del rosso la mia dimensione perfetta di manicure, per evolvermi in seguito, e con grande moderazione, anche a colori come il grigio e il viola, eppur tuttavia sentendomi sempre nuda senza unghie colorate. 
Poi un giorno ho deciso di disintossicarmi e con determinazione quasi maniacale ho impugnato cotone e solvente. Con questo post festeggio sei mesi di unghie senza smalto, ma temo di non resistere ancora per molto e finire per fare come quei tipi che vanno in palestra per perdere qualche chilo, diventano tonicissimi e muscolosi in pochi mesi fino alla prima settimana di inattività, dalla quale segue un crollo sportivo e il ritorno allo stato di mozzarelle da divano. Qui il ricordo dei momenti in cui aprivo il mio astuccio con il kit per la manicure e per una mezz'oretta buona mi 'facevo le mani'.
 
Cosa serve:

Fettuccia di contone
Ferri da maglia 9mm
Uncinetto n 10
Serratura lampo 20 cm
Ago e filo

Procedimento:

Ho lavorato 22 maglie di semplice maglia bassa, senza mai calare, alternando i due colori per circa 14 giri di fettuccia grigia e 8 di fettuccia nera. Ho chiuso i lati dell'astuccio unendoli con l'uncinetto sul quale ho usato alternativamente le due diverse fettucce colorate, una per lato. Ho poi cucito la serratura lampo rossa usando del filo di cotone.

mercoledì 14 gennaio 2015

Vellutata speziata di cavolfiore con scorza d'arancia

cavolfiore-vellutata-spezie-arancia-comfort foodMi piace l'inverno. La maggior parte della gente mi guarda stranita quando affermo con convinzione che preferisco una giornata di pioggia scrosciante ad una di sole pieno con mille gradi all'ombra, per cui non mi sentirete mai sospirare per la nostalgia dell'estate ed invece mi sentirete sicuramente inveire contro il fato meteorologicamente avverso quando le temperature superano i ventisei gradi. Uno dei motivi per cui il freddo mi è più congeniale è che posso starmene in casa, in un maglione avvolgente a leggermi un libro, sorseggiare tè e mangiarmi zuppe bollenti. Questa è una delle mie preferite.

Ingredienti:

1 cavolfiore
3 scalogni
1 cucchiaino di curry
½ cucchiaino di semi di finocchio macinati
½ bustina di zafferano
400 ml di brodo vegetale
250 ml di panna
un'arancia non trattata
olio e.v.o
30 g burro
sale
pepe
 

Soffriggete gli scalogni. Aggiungete il burro, il cavolfiore ridotto a cimette, il curry e i semi di finocchio pestati al mortaio e ridotti in polvere. Coprite con un coperchio e cuocete per cinque minuti a fuoco medio-basso, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il brodo e portare a cottura. Quando il cavolfiore sarà tenero frullate il tutto con un frullatore ad immersione, aggiungete la panna, lo zafferano e fate cuocere a fuoco basso per altri cinque minuti. Servire nei piatti con una spolverata di pepe, un tocco di zafferano e un pizzicotto di buccia d'arancia grattugiata.

mercoledì 7 gennaio 2015

Torta al cioccolato e Cointreau

torta-cioccolato-mudcake-cointreauNon ho una madre golosa: durante la ricreazione io ero sempre la bambina con la crostatina all'albicocca e per farmi comprare quelle alla cioccolata dovevo discutere un sacco, con lei che si ostinava a sostenere che quelle all'albicocca erano più buone. Fra l'altro lei neppure le mangiava, le crostatine! Capite dunque che assegnarle il compito di comprarmi la merenda era basato su un principio errato. Mio padre invece è goloso ed era assai più indicato per svolgere tale incombenza: non solo cedeva su quelle al cioccolato, ma comprava anche quelle all'albicocca e, perché no, pure quelle alla ciliegia. Comunque sia le insistenze materne in qualche modo hanno dato i loro frutti e ora preferisco accompagnare la frolla con le marmellate. Tuttavia se lo scopo educativo era quello di mitigare la mia passione per il cioccolato gli effetti sono stati deleteri. La ricetta di questa mud cake serve per consolarmi di tutte quelle crostatine al cioccolato mancate e devo dire che è in grado di consolare pressoché qualunque cosa. Se ve la sentite di naufragare con me in un mare fondente accomodatevi: questa ricetta fa per voi!

Ingredienti:

Per la torta:

170 g di farina
150 g di burro a pezzetti
100 g di cioccolato fondente 70% tritato
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero di canna
50 g di cacao in polvere non zuccherato
3 uova a temperatura ambiente
180 ml Cointreau
7 g di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale
scorze d'arancia candite per decorare

Per la ganache al cioccolato:

200 g di cioccolato fondente 70% tritato
100 ml Cointreau
150 ml panna fresca
un pizzico di sale marino
20 g di burro a temperatura ambiente


Preriscaldate il forno a 160 ° C e imburrate una tortiera di 20 cm di diametro. Mettete il burro, il cioccolato, lo zucchero, il cacao setacciato e il triple sec in una casseruola e scaldate a fuoco bassissimo fin quando il cioccolato e il burro si saranno sciolti, amalgamate insieme avendo cura di eliminare eventuali grumi di zucchero o di cacao in polvere. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare per 5 minuti.
Setacciate insieme la farina, il lievito, il bicarbonato e il sale e mettete da parte. Aggiungete le uova al composto di cioccolato stiepidito e amalgamatevele. Aggiungere delicatamente al composto il mix con la farina. Quando il composto si sarà amalgamato versarlo nella tortiera e cuocete la torta per circa 35-40 minuti. Questa torta deve mantenersi leggermente umida all'interno per cui la prova stecchino dovrà tenerne conto: l'ideale sarebbe sfornarla quando qualche briciola appena umida resta ancora attaccata.
Togliete dal forno e lasciatela raffreddare nello stampo per 10 minuti prima di estrarla e completare il raffreddamento. 

Per la ganache:

Mettere il cioccolato ridotto a pezzetti in una ciotola resistente al calore. Portate lentamente ad ebollizione la panna, il Cointreau. Versate i liquidi caldi sul cioccolato ed attendete un minuto o due senza toccare nulla. Trascorso questo tempo mescolate delicatamente per amalgamare e poi aggiungete il burro.
Mescolate di tanto in tanto la ganache per mantenere la temperatura uniforme. Quando sarà abbastanza spessa utilizzatela per coprire la torta. Decorate con le scorze di arancia candita.

mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale!

ghirlanda-natale-decorazioni-washi tape-mollette-DIY

Ecco, ci siamo, il Natale è davvero alle porte. Siete pronti per la scorpacciata di domani? Avete impacchettato tutto? Noi siamo pronte, ognuna coi suoi riti e le sue carabattole natalizie. Speriamo di trovare sotto l'albero gli amici di sempre e qualcuno nuovo, un pizzico di fortuna, qualche ghiottoneria, un buon libro, un po' di fusa, tanti abbracci, una fetta di serenità. Vi auguriamo un Natale sereno, goloso, rilassato e vi salutiamo con questa piccola ghirlanda. Ancora buon Natale! 

Cosa serve:

10 piccole mollette di legno
feltro bianco
feltro grigio
washi tape 
filo di cotone bicolore (baker's twine)
forbici 
colla a caldo o colla universale trasparente
carta

Procedimento:

Stampate su un foglio di carta la scritta "Buon Natale" utilizzando il font che trovate qui o un'altro che possa piacervi. Ritagliate le lettere e piegate leggermente il bordo in alto in modo da poterle attaccare più facilmente al nastro di cotone. Ritagliate delle stelle dal feltro bianco e da quello grigio e applicatele con la colla a caldo alla parte inferiore della molletta. Rivestite con il washi tape i rebbi delle altre. A questo punto appendete al nastro le lettere ritagliate utilizzando le mollette decorate. Fissate la ghirlanda al muro o alla porta con altro washi tape.